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 Parrocchia “Beato Pier Giorgio Frassati”

 via Pietro Cossa 280/2  10151 Torino

tel.0114551430

  

      

 

 

    

 

VERSO L’ALTO

 

 

 

 

 

 

IL SANTO DEL GIORNO

   

 

 

Vivere senza una fede non è vivere, ma vivacchiare!

 

Celebrazioni per i 25 anni della nostra Parrocchia 

(1993 – 2018)

 

 

 

 

 

 

LA SANTA MESSA SPIEGATA DA PAPA FRANCESCO

 

 

 

                   
                     

 

 la nuova rubrica!! 

“IL RESPIRO DELL’ANIMA”

 

 

 

 

 

 

 AL FONDO DELLA CHIESA SI PUO’ ACQUISTARE

IL LIBRO SULLA VITA DEL

BEATO PIER GIORGIO FRASSATI

SCRITTO DA DON PRIMO.

 

 

  

 EDITORIALE di don Primo Soldi   

    IL-CASO-Andrea-Soldi-sperimentare-l-abbraccio-di-Dio-in-un-pomeriggio-d-estate

 

 

 

 

 

                                                                                                                                                         

Lo straordinario nell'ordinario

Proclamando "beato" Pier Giorgio Frassati,

la chiesa ha deciso di fare propria la storia di questo                  

semplice studente; e nello stesso tempo ha dichiarato

il significato di questo gesto: assegnare                                            

a tutti i giovani che vogliono seguirlo un

compito alla loro portata. Perché? C'era bisogno

di un santo in più nella chiesa? Secondo

l'arcivescovo di Torino Giovanni Saldarini:

«Ogni santo è un frammento dello splendido e

bellissimo mosaico della santità di Dio». In una

conversazione con dei giovani universitari,

Luigi Giussani osservava: »È assai significativo

che in un'epoca come questa, in cui la chiesa

di Dio per l'ispirazione dello Spirito, infallibilmente,

proclama beati o santi dei laici normalissimamente

tali (Pampuri, Moscati, Frassati)

queste esaltazioni passano quasi inosservate,

senza percuotere le orecchie della gente

cristiana, non fanno più colpo. La canonizzazione

e la beatificazione rappresentano il culmine

della indicazione della chiesa per l'impegno

che mira a quella perfezione che deriva

dalla fede. E’ uno degli atti supremi della chiesa,

appartiene alla sua infallibilità in senso

stretto.

Ma che cosa hanno fatto questi laici per essere

proclamati beati o santi? Non sono neanche

come padre Kolbe, che ha dato la vita! Queste

persone hanno vissuto come tu ed io abbiamo

cominciato la giornata oggi arrivando fino a

quest'ora, hanno vissuto momento per momento

come lo viviamo noi. La normalità della loro

vita ha acquisito istante per istante la dignità e

la grandezza della Verità, perché ha realizzato

il rapporto con l'infinito, ha realizzato, in modo

cosciente come habitus, il rapporto con la presenza

di Cristo. Essi hanno vissuto il senso della

presenza di Cristo come habitus acquisito».

 

 

Primo Soldi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Biografia del Beato Pier Giorgio Frassati


Nasce nel 1901 a Torino da una famiglia ricca borghese. Quando, fanciullo, apprese i primi racconti del Vangelo, Pier Giorgio ne restò colpito, a volte in modo così profondo da diventare protagonista di gesti inattesi in un bimbo tanto piccolo. Dopo l'infanzia venne istruito con la sorella privatamente, e successivamente fu avviato alle scuole statali, ma Pier Giorgio in questi primi studi non mostrava molta attenzione, tanto che un anno fu bocciato. Vista la non brillante carriera scolastica, la famiglia lo affidò al salesiano don Cojazzi che oltre ad insegnargli la letteratura lo accosterà alla spiritualità cristiana.

I Frassati erano una delle famiglie più in vista della città, di estrazione alto-borghese. Il padre Alfredo era proprietario del quotidiano «La Stampa», ma Pier Giorgio, che non voleva i soldi di suo padre, aveva dichiarato pubblicamente che la sua eredità l'avrebbe divisa tutta con i poveri. Per essi aveva intrapreso gli studi molto difficili di ingegneria per diventare ingegnere minerario e così potersi dedicare al servizio di Cristo fra i minatori, tra i più derelitti degli operai. Avrebbe potuto allietare la sua giovinezza con ricevimenti e feste da ballo, ma preferiva essere il "facchino" dei poveri, trascinando per le vie di Torino i carretti carichi di masserizie degli sfrattati... e come membro della Conferenza di S. Vincenzo visitare le famiglie più bisognose per portarvi conforto e aiuto materiale. Vi si recava generalmente al mattino, prima delle lezioni all'Università, oppure nelle uscite serali, carico di pacchi, vincendo con la carità l'umana ripugnanza che si accompagnava al tanfo nauseante di certi tuguri. 

Dinamico, volitivo, pieno di vita, Pier Giorgio amava i fiori e la poesia, le scalate in montagna. Spesso raggiungeva a piedi il Santuario della Madonna di Oropa, il grande tempio mariano del Piemonte. Arrivato al Santuario, dopo un'ora di marcia e completamente digiuno, era solito assistere alla Santa Messa, poi faceva la Comunione, quindi si raccoglieva in preghiera nel transetto di destra, davanti all'immagine della Vergine Bruna. Nel ritorno verso casa recitava il Rosario lungo la via, ad alta voce, cantando le Litanie. Pier Giorgio amava anche comporre dei rosari con i semi di una pianta di Pollone, che poi regalava agli amici. Era questo un modo per ricordare loro l'impegno della preghiera e la devozione verso la Vergine, che per lui era irrinunciabile. 

 

 

 

 

 

  

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